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Quando guardiamo un'immagine
riconosciamo subito se, a parte il contenuto,
questa ci piace o meno. Quando ci piace, se andiamo ad
analizzarla, ci
accorgiamo che nella sua composizione si può scorgere un
ordine formale:
una disposizione delle masse cioè, che possono essere
macchie di colore,
giochi di luce, disegni e figure in genere, etc., che
risponde ad un ordine
da noi riconoscibile.
Questo ordine,questa struttura d'ordine è il vero
contenuto dell'immagine
(e più in genere di ogni struttura di comunicazione, non
solo visiva)
Il contenuto di ogni comunicazione è quindi, in
profondità, ciò che produce
in noi l'emozione; ciò che si sintonizza con quel centro
in noi che è la
sorgente della nostra capacità di relazionarci con ciò
che è "ALTRO DA NOI".
Il contenuto di una immagine non è quindi esattamente
ciò che vediamo.
Ciò che vediamo, di primo acchito è più propriamente
la forma assunta o data
a quella specifica comunicazione visiva, composta da
quegli elementi visibili
che si relazionano tra loro secondo appunto una struttura
d'ordine.
E' interessante osservare come questi elementi visibili
cambino secondo
i gusti del tempo e la personalità dell'artista. Questo
rende interessante e
possibile il confronto tra artisti che hanno
reinterpretato in forme diverse
gli stessi contenuti, ma rende anche possibile, come
viene sviluppato nella
pagina "FOTOGRAFIA E PITTURA" il confronto o
l'accostamento tra
espressioni di comunicazione visiva che poggiano su
tecniche e mezzi diversi.
Il riprendere opere di altri artisti proponendole in
forme diverse ma mantenendone
la struttura è sempre stata prassi comune ed accettata
nella storia dell'arte:
l'artista riconosceva generalmente la paternità
dell'impianto strutturale e lo
riproponeva in un diverso e nuovo aspetto formale
dedicandolo all'ispiratore
spesso con la formula "OMAGGIO A...........".
Anche alcune mie fotografie mi piace considerarle un
"OMAGGIO A............".
Alcuni esempi sono riportati nella sezione FOTOGRAFIA E
PITTURA.
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| La Natura sotto casa |
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| La mia fotografia |
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La struttura
dei due quadri è assolutamente
identica. PICASSO sostituisce addirittura
alcuni elementi compositivi (si veda p.e. lo
allargamento del ruolo della donna sulla
sinistra che con l'ampliamento delle sue
dimensioni rispetto alla figura femminile di
MANET assume il peso che in MANET è
affidato anche alla macchia di luce sotto gli
alberi a sinistra) ma non cambia assoluta_
mente l'equilibrio generale dell'originale.
E' anche facile individuare le linee sulle quali
poggia la struttura di entrambe le tele. |
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| MANET - Colazione
sull'erba |
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Tanto
in questo quadro così come in altre
opera dipinte "In omaggio a......."
PICASSO
non riproduce esattamente lo stesso soggetto:
basta osservare la diversità delle figure umane
nei due quadri. Lo scopo di PICASSO è
sempre quello di ricostruire con un linguaggio
formale diverso una azione od una specifica
situazione o atmosfera. |
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| PICASSO |
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Anche
in questi due quadri è facile
riconoscere che la struttura compositiva è
la stessa. PICASSO ha reinterpretato la
composizione di DELACROIX modificando
alcune forme (la figura femminile a sinistra
p.e.) lasciando però invariato il rapporto
"strutturale" tra le diverse masse di
luce e
colore: sempre nella figura femminile di
sinistra il candore del seno e del viso svolge
la funzione di dare luce al resto del quadro
che in DELACROIX viene più tradizionalmente |
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| DELACROIX - Donne di
Algeri |
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affidata ad una apertura verso
l'esterno. In
entrambi i quadri la parte destra è
dominata
da una massa scura che ha la funzione di
porre la parte centrale dell'azione e del
movimento della scena su una diagonale
ascen dente da sinistra verso destra. |
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| PICASSO |
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| VELAZQUEZ - L'Infanta
Margherita |
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PICASSO |
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Trovo
il confronto tra questi due quadri
particolarmente interessante ed istruttivo:
esemplificano
ottimamente quella affermazione spesso citata da
PICASSO secondo il quale " IL MEDIOCRE
COPIA MENTRE L'ARTISTA REINTERPREETA"
Lo stile pittorico, la FORMA cioè, di questi due
quadri non potrebbe essere più diversa eppure
trasmettono esattamente la stessa sensazione di
equilibrio. In entrambi i casi il volto della
bambina
non è centrale, come tipicamente è nel ritratto
puro, ma è spostata verso il "terzo"
verticale di destra
in modo da lasciare un certo spazio a sinistra
suddiviso a sua volta, con un gioco di ombre in
VELAZQUEZ e di diverse tonalità di colore in
PICASSO in fasce orizzontali che hanno
fondamentalmente il compito di
"ambientare" la figura e trasmettere
appunto una sensazione generale
di equilibrio. PICASSO nella sua
reinterpretazione è stato molto attento nel
riprendere, sia pure con
mezzi tecnici
e formali completamente diversi, queste soluzioni
strutturali apparentemente di poca o
addirittura trascurabile importanza, senza le
quali però i quadri avrebbero un diverso
equilibrio. |
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