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" Inserisco nella mia arma una
cartuccia, miro e sparo.
A volte il risultato mi sorprende.
C'è un mondo dietro il .22"Chi frequenta un poligono ha potuto
facilmente verificare che una stessa arma,
usando 2 cartucce di marca diverse o 2 cartucce
ricaricate con parametri differenti,
può dare sul bersaglio risultati ampiamente
diversi per precisione e costanza.
Per contro è altrettanto noto che 2 cartucce di marca
dello stesso tipo o ricaricate
nell'identico modo possono dare risultati sul bersaglio
ampiamente diversi con
armi diverse.
Questa constatazione, che è facile verificare
frequentando appunto qualunque
poligono, porta a qualche considerazione conclusiva:
- Non esiste la
"cartuccia perfetta" buona per tutte le
armi ( di quel calibro ),
costante nei risultati ( è noto anche tra
l'altro che lo stesso tipo di cartuccia
sparato dalla stessa arma può dare risultati
diversi a seconda del lotto
di produzione ).
- Ogni arma ha almeno una
cartuccia con la quale si ottengono i risultati
migliori e più costanti a seconda del tipo di
utilizzazione.
Si capisce da quanto sopra che
molto spesso la ricarica viene praticata non
solo per motivi economici ( il costo di una cartuccia
ricaricata è in genere di
molte volte inferiore a quello di una equivalente
cartuccia di marca ) ma anche,
e soprattutto, per trovare, utilizzando determinati
parametri di ricarica, quelle
caratteristiche balistiche che danno, con quella
determinata arma, i risultati
migliori e più costanti.
Ogni modello di arma ha
caratteristiche sue proprie quali la lunghezza della
canna,
il disegno ed il passo della rigatura, la conformazione
della camera di scoppio per
citare solo le più evidenti, diverse da quelle di altri
modelli anche della stessa marca:
sono queste peculiarità costruttive dell'arma che
richiedono, per garantire i migliori
risultati, cartucce con caratteristiche ben definite,
soprattutto per quanto riguarda il
peso della palla ( nei poligoni si usano normalmente
palle in piombo a forma ogivale:
palle di altro tipo e materiale hanno utilizzi
prevalentemente non sportivi ) e la quantità
e le caratteristiche di accensione della polvere ( si
hanno quindi cartucce secche,
morbide, più o meno veloci, cartucce nelle quali il
tempo di combustione avviene
più o meno rapidamente, etc ).
E' però anche noto che le
cartucce in calibro 22 l.r. a percussione anulare (
rimfire )
non possono essere ricaricate. A chi spara con questo
calibro ( è il mio caso in
quanto io sparo solo con armi in calibro 22 l.r. pur non
facendo gare ) è quindi
preclusa la possibilità di effettuare esperimenti di
ricarica variandone i vari parametri
( caratteristiche della palla e della polvere ); la
ricerca dell'abbinamento migliore è
circoscritta quindi alle cartucce di marca di cui per
altro è disponibile sul mercato
una scelta molto ampia per caratteristiche, di peso e
forma della palla, di tipo e
quantità della polvere da sparo contenuta nel bossolo,
oltre che di accuratezza
nella definizione degli standards produttivi e di
severità dei controlli: questi standards,
applicati in genere tanto più rigorosamente quanto più
piccolo è il lotto di produzione
contribuiscono al collocamento della cartuccia in una
fascia di prezzo ben definita.
Un tiratore, quando arriva a
conoscere il suo standard di tiro e la sua arma, è in
grado
di apprezzare la differenza di risultati ottenuti con
cartucce diverse anche se spara
a mano libera; resta però il fatto che in queste
condizioni l'apprezzamento è
squisitamente soggettivo. Per superare il limite di
questa soggettività è necessario
fissare l'arma ad una struttura in modo che ogni sparo
venga ripetuto in condizioni
quanto più possibile identiche rispetto agli spari
precedenti.
Per quanto riguarda i tests con
le mie Pistole BROWNING BUCKMARK
ho quindi realizzato una struttura ( descritta nella
sezione che si apre cliccando
sul pulsante "Il Rest" nella colonna a fianco)
che tiene fissa la posizione di mira
ma è anche dotata di alcune regolazioni per il suo
aggiustamento.
Per quanto invece riguarda i test con le mie Carabine, ANSCHUTZ 1451 ,
CZ 452 Varmint e CZ 452 Lux mi
sono semplicemente affidato ad un rest
reperibile in commercio, che rispetti le prescrizioni dei
due diversi regolamenti
ai quali faccio riferimento (UITS "Standard" per la ANSCHUTZ 1451 e
la
CZ 452 Varmint e AIBR.22 "Production" per la CZ
Lux).
E' vero che in questo caso la "variabile
tiratore" non è completamente esclusa:
con un numero sufficientemente ampio di tests però,
emergono e si rendono evidenti
delle costanti dalle quali è possibile ricavare giudizi
abbastanza attendibili.
Maggio 2010
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